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| Itinerario a Barcellona in due giorni by Nicola71: 1
GIORNO MATTINO Barcelona
medievale al Bar de Pi Il
Barri: La Cubana Manual Alpargatera Oppure da Manual Alpargatera (carrer Avinyo 6), che produce le classiche espadrilles nella versione catalana (si chiamano alpargatas) fatte a mano. E ancora: l’Herboristeria del Rei (carrer del Vidre 7), famosa per aver rifornito di «erbe magiche» la casa reale spagnola nel XIX secolo, e El Ingenio (carrer Rauric 6), il regno degli abiti per carnevale, delle maschere e dei giochi: un vero spasso per adulti e bambini. Da non perdere la Pineda (carrer del Pi 16), una gastronomia con un piccolo bar dove i clienti mangiano tapas al jamon Serrano bevendoci sopra vino Rioja. Girovagando per il Barri, si finisce inevitabilmente per rispuntare sulle Ramblas: è arrivato il momento di attraversare il viale e immergersi in quel mondo a parte che è il Mercat Sant Josep, meglio conosciuto come la Boqueria . Un ingresso ad arco introduce nella struttura in ferro battuto edificata tra il 1836 e il 1840: la frutta in ogni sfumatura di colore perfettamente impilata sulle bancarelle, l’odore del pesce e dei formaggi da tutta la Spagna, le pettinature impeccabili delle signore barcellonesi «scese a fare la spesa», le grida dei venditori: tutto contribuisce a creare un’atmosfera molto speciale, un vero assalto a tutti i sensi, dal quale è impossibile non rimanere conquistati.
POMERIGGIO Altra
opzione è il Bar Ra (plaça de la Gardunya 7, tel. 93.301.4163),
che vanta il déhors più eccentrico di tutta Barcellona,
affacciato sul parcheggio nella piazza retrostante la Boqueria. Al modesto
panorama supplisce un’atmosfera spumeggiante, con il dj che accompagna
le portate di cucina thai, pakistana e marocchina. Per continuare il pomeriggio immersi nel mondo dell’arte, si può scegliere tra lo stesso Macba (tel. 93.412.0810). e la Fundació Tápies (calle Aragó 255, tel. 93.487.0315). Il primo è stato progettato dall’architetto statunitense Richard Meier e con la sua geometrica mole bianchissima occupa dal 1995 plaça dels Angels. La seconda è principalmente dedicata alle opere di uno dei più grandi artisti spagnoli viventi, Antoni Tápies, ed è ospitata in una tipografia riconvertita, immediatamente riconoscibile per la scultura Núvol i Cadira (nuvola e sedia), che si trova sul tetto. Se è una giornata di sole, e vi piange il cuore a rinchiudervi in un museo, portatevi dove le Ramblas finiscono e inizia il porto di Barcellona. Qui si può salire (grazie a un minuscolo ascensore) in cima ai 52 metri del monumento a Cristoforo Colombo e godere di una vista a 360 gradi sulla città. Quindi, attraversato il futuristico ponte di Port Vell, merita una visita il Maremagnum , grande complesso commerciale e area di divertimenti costruito sull’acqua, che raccoglie bar, ristoranti, negozi, night club (come la Luz de Gas, situato su una barca). Completano l’offerta l’Acquario e il cinema Imax.
LA
SERA Se fa freddo, invece, si può trascorrere l’ora dell’aperitivo in uno dei molti bar sotto i portici e le palme della bella plaça Reial . E attendere così almeno le 22, quando comincia a essere l’ora di cena. Proprio vicino a plaça Reial, in uno dei vicoli più stretti della città, si nasconde Mastroque (carrer Codols 29, tel. 93.301.7942). Gestito da un francese, è perfetto per vivere una serata romantica corredata da un’ottima cucina. Tra le ricette, foie gras con fichi e carpaccio di pesce spada. Per chi vuole solo pesce freschissimo e non si fa problemi di budget, invece, consigliamo Passadis del Pep (pla del Palau 2, tel. 93.310.1021). Non c’è nessuna insegna sulla strada: bisogna percorrere un lungo corridoio proprio al fianco della Caixa Bank e, alla fine, una porta si aprirà su un’elegante sala da pranzo. Non esiste il menu, ma basta farsi consigliare dai camerieri. La capitale catalana è famosa per i suoi club, discoteche e locali dove trascorrere la notte: i bar non abbassano le saracinesche fino alle 4 del mattino, i club aprono alle 24, ma l’ambiente non si scalda prima delle 2. Quindi, per tirare l’ora nella quale inizia la movida, conviene andare prima a bere qualcosa. Magari nei dintorni di El Born, dove non c’è che l’imbarazzo della scelta tra il cocktail bar veramente cool come il Gimlet (carrer Rec 24). oppure l'altrettanto famoso Borneo (carrer Rec 49). Arrivata l’ora giusta si pone il problema di dove andare a ballare. Per stare in zona c’è il Plastic Café (passeig del Born 19) che, con i suoi décor oltraggiosamente kitsch e il barista punk che serve letali tequila slammers, è uno dei club più vitali. Se preferite la musica latino americana, salite su un taxi e fatevi portare a La Paloma (carrer Tigre 27). È una sala da concerti del XIX secolo che apre alle 18,30 per una clientela decisamente âgé di ballerini di salsa. Ma ben oltre mezzanotte si trasforma nel Bongo Lounge, una pulsante discoteca latina.
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GIORNO
MATTINO Quindi, prima dell’inevitabile pellegrinaggio alle fondazioni Picasso (calle Montcada 15/23, tel. 93.319.6310) e Miró (parc de Montjuïc, tel. 93.329.1908), trovate un po’ di tempo per visitare una delle esposizioni permanenti più originali della città. È il Museu Marítim (avda de les Dressanes 1, tel. 93.342.9929) che, nell’eccezionale cornice di un cantiere navale del Medioevo, consente di capire il profondo legame che unisce Barcellona al mare. Se quando terminate la visita è l’ora di pranzo, potete optare per il ristorante annesso: La Llotja (tel. 93.302.6402), un ottimo self service con i tavoli all’aperto nel giardino, all’ombra degli aranci. In alternativa, se dopo aver tanto sentito parlare di mare volete pranzare sulla spiaggia, basta una passeggiata di 10 minuti per raggiungere il delizioso villaggio di Barceloneta, uno dei luoghi più rilassanti della città concedetevi una passeggiata sotto le palme della lunga spiaggia che unisce il Port Vell alla Vila Olímpica, guidati dalla silhouette di rame della visionaria scultura «Fish» , creata dall’architetto Frank O. Gehry.
POMERIGGIO Da non dimenticare, comunque, un po’ di shopping nel quartiere di El Born, dove giovani stilisti e designer stanno aprendo i loro atelier. Sulla strada principiale della zona, il passeig del Born, si incontrano il Rafa Teja Atelier (al numero 2) e la Atalanta Manufatura (al n. 10), per acquistare sete dipinte a mano e abiti in lino e velluto. Complements (al n. 12), per le borse in cuoio fatte a mano, e Nayamau (al n. 28), studio del brillante designer d’interni Mauricio Gosolvez. Nelle viuzze alla destra del passeig si trovano decine di nuovi showroom d’abbigliamento come Pas del Born (carrer Vidriera 11) e la più fornita enoteca della città, Vila Viniteca (carrer Agullers 4), attiva dal 1932. Fuori dalla galleria non si può fare a meno di sentire un avvolgente profumo di caffè appena tostato: è Gispert (carrer Sombreres 23), fornitissimo emporio di spezie, erbe, tè e, appunto, caffè da tutto il mondo.
LA
SERA Nel Poble Sec, invece, si può fare sosta a La Confiteria (carrer Sant Pau 128), una bella pasticceria ottocentesca che accoglie, tra dipinti e specchi ricurvi, una clientela di fedelissimi. Se sono le tapas la vostra passione, invece, dovete andare da Quimet&Quimet (carrer Poeta Cabanyes 25), gestito da fratello e sorella estremamente amichevoli che, grazie alla fornita cantina, possono esservi utili per farvi una cultura sui vini spagnoli. E non è raro che il tutto venga accompagnato da una chitarra flamenca. Finito l’aperitivo, cena, che avrete prenotato, perché il locale in questione è uno dei templi della cucina catalana, e per questo è sempre affollatissimo. Si chiama Can Ramonet (carrer Maquinista 17, tel. 319.3064), è aperto dal 1763 e si trova proprio di fronte al mercato del pesce di Barceloneta. Da 50 anni di proprietà della famiglia Ballarin, vanta tra le sue specialità: cannolicchi alla griglia, l’arros negre (riso cotto nel nero di seppia), baccalà con salsa di pomodoro e aragosta in salsa. Per chi ha ancora la forza di fare le ore piccole, il posto più simpatico dove andare a ballare è Woman Caballero (av. Marqués de l’Argentera 6, tel. 300.5050), vicino alla stazione ferroviaria di França mentre spostandosi nelle vicinanze del Barrio Chino si incontrano luoghi leggendari come il London Bar (carrer Nou de la Rambla 34, tel. 93.318.5261), il Bar Pastis (carrer Santa Monica 4) o il Marsella (carrer Sant Pau 65, tel. 93.442.7263), dove si può trovare anche l’assenzio, liquore allucinogeno che tanto ha influenzato l’arte europea tra Otto e Novecento. È vietato in quasi tutto il mondo e dove lo vendono, come qui, è disponibile in versione edulcorata. Ovvero senza quelle molecole che rendevano chi lo beveva decisamente loco. Ma tanto, a Barcellona, basta Barcellona per perdere la testa. Nicola |