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By Sam:

Buckingahm Palace e i nuovi palazzi d’acciaio della City. Le cerimonie di corte e i rave party negli scantinati. I banchieri in bombetta e i cyber-punk. Londra è l’unica città dove tradizione e avanguardia convivono. Una metropoli metà immobile nel tempo e metà sconvolta da continui cambiamenti.

Io ho avuto modo di visitarla parecchie volte sempre con compagnie diverse e vorrei raccontarvi la mia ultima esperienza.

Parliamo del Maggio di due anni fa. Mio marito ed io in un viaggio romantico alla riscoperta di questa città piena di mistero e storia. Prenotiamo il volo con una compagnia aerea del tutto fuori dagli schemi la “GO”. Non ha uffici aperti al pubblico, si prenota telefonicamente. La tariffa parte da un minimo e poi man mano che il volo si riempie aumenta. Non ha servizio catering a bordo, tutto è a pagamento, insomma il minimo indispensabile. Quindi se si prenota per tempo le tariffe sono vantaggiosissime. Aeroporto d’arrivo è Stansted. Si tratta di una struttura sita a 55 km da Londra creata ed utilizzata solo per voli charter o di compagnie come la “GO” L’aeroporto è collegato benissimo alla città, basta prendere il treno della British Rail ed in 45 minuti si è a Londra alla Liverpool street station (fermata anche di metropolitana).

Noi ci siamo premuniti di biglietto d’andata e ritorno (previdenti pensando al giorno del rientro). Arrivati a Londra prendiamo la Metro la linea gialla e ci dirigiamo verso la Victoria Station dove abbiamo l’albergo prenotato. La metropolitana è il posto più bello di Londra. Perché è la cosa che assomiglia di più al mondo al funzionamento del cervello umano. Entrate in una stazione insieme a migliaia d’altri uomini e donne; al primo cancelletto dovete scegliere tra due diverse linee, la verde o la gialla, la rossa o la marrone. Al secondo cancelletto la direzione, nord o sud, est od ovest. Al terzo cancelletto la destinazione, Wimbledon o Richmond, Heathrow o Elephan & Castle. Al quarto cancelletto, la stazione dove scendere. E poi di lì rincominciate, come un flipper: uscita o nuova linea, e così all’infinito, se volete. Si può passare l’intera giornata nel Tube di Londra (ufficialmente si chiama Underground, ma per la gente è il Tube), senza annoiarsi. Milioni d’altre cellule nervose sotto forma d’uomini vi seguiranno, vi affiancheranno, vi abbandoneranno, si ricongiungeranno con voi. Ordinati da quella forma d’intelligenza collettiva che è una gigantesca metropoli, scaricandovi addosso l’eccitazione nervosa della vita del più grande dei formicai umani.

Si prende possesso della camera e da li comincia l’avventura. Abbiamo a disposizione tre giorni interi per girare la città, fotografare e fare shopping. Premetto che noi siamo fotografi (mio marito professionista io un po’ più sul lato dilettantistico) quindi amiamo molto girare per le strade e cercare scorci insoliti, momenti di vita vissuta.

Sono le 12.00 che facciamo? Usciamo mangiamo un boccone e poi cominciamo l’avventura. Proprio a pochi passi dall’albergo troviamo una pizzeria (reminiscenza del nostro viaggio di nozze in Australia) è Pizza Hut………….Entriamo e mangiamo questa pizza che non è la pizza che c’immaginiamo in Italia è un’altra cosa e se non si associa alla nostra tradizionale allora è accettabilissima.

Prendiamo di nuovo la metropolitana per dirigerci verso Piccadilly Circus, considerato dai Londinesi l’ombelico del mondo. E’ un crocevia di strade e di linee della metropolitana. Il miglior punto d’inizio per un itinerario a piedi volto allo shopping. Percorriamo quindi Regent Street, per approdare a Carnaby Street. Situata nel quartiere di Soho e negli anni settanta era meta di giovani amanti del beat e del pop provenienti da tutto il mondo: Hippies e flower power dominavano allora lo scenario. Ancora oggi numerose boutiques e negozi ricordano quell’epoca. Proseguendo ci siamo trovati su Oxford Street meta degli Shoppers di tutto il mondo.Il groviglio di strade che da qui si dipartono verso sud, a cominciare da Soho Square è conosciuto come Soho, il centro dei mass-media di Londra, in cui si trova la più alta concentrazione di ristoranti e porno shows. Da qui siamo tornati a Piccadilly Circus per poi proseguire la nostra passeggiata a Trafalgar Square piazza, importante polo sociale della città. Vi si trova una colonna alta 50m monumento a Lord Nelson, uno dei più famosi condottieri inglesi, che morì nella battaglia di Trafalgar contro Napoleone. La giornata volge al termine, continuiamo
a passeggiare per raggiungere l’albergo, cena veloce e a nanna domani la città ci attende.

Sveglia di buon ora ricca colazione all’inlgese e poi di nuovo sulla breccia. Dal momento che il nostro hotel si trova proprio dietro a Buckingham Palace ci passiamo proprio vicino, non aspettiamo il cambio della guardia seppur spettacolare ma sempre soggetto alle condizioni climatiche, infatti, se piove non viene fatto. Ormai da qualche tempo il palazzo può essere visitato, ma noi non ci mettiamo in fila (è interminabile) proseguiamo attraversando Green Park e poi St James Park è considerato il è più bel parco di Londra. Alla prima stazione metro c’imbarchiamo con meta Torre di Londra. E’ la più bella fortezza medievale d’Inghilterra. La Torre è palazzo, fortezza, prigione di stato e luogo d’esecuzione. C’è molto da vedere. Il mio consiglio per non incappare nei nostri errori è di andarci molto presto all’apertura, di visitare i gioielli della corona e la Crowns and Dimonds Exhibitions. La raccolta dei gioielli include le insegne dei regnanti, gli scettri, i globi imperiali e le spade usate nelle incoronazioni e in altre occasioni. I più celebri abitanti della torre sono una colonia di 8 corvi; non si sa da quando si stabilirono qui, ma una leggenda dice che se dovessero abbandonare la torre l’impero si dissolverebbe. Per questo motivo i volatili hanno le ali tarpate da un lato, cosa che rende loro impossibile volare. Il Ravenmaster, una delle guardie, si occupa di loro.

Siamo usciti pieni di nozioni e con gli occhi scintillanti (la vista dei gioielli ci ha inebriato) e abbiamo proseguito la nostra spedizione verso il Tower Bridge, spettacolare ponte che attraversa il Tamigi. Ora ospita nelle sue torri un museo che illustra la sua stessa storia. Siamo un po’ stanchi ma non ci lasciamo sopraffare dalla pigrizia, torniamo indietro verso St. Pauls Cathedral, cattedrale della diocesi di Londra. Fu distrutta per ben cinque volte dal fuoco. Vi si svolsero le esequie del Generale Nelson, del Duca di Wellinghton e di Sir Winston Churchill. Cerchiamo un posto tranquillo dove andare a mangiare quindi prendiamo la metro e ci spostiamo verso Covent Garden. Il Covent Garden è un luogo di ritrovo molto popolare tra i Londinesi ed i turisti. Ristrutturato da poco è pieno di negozietti e ristoranti. Vi si allestisce anche un mercatino dell’antiquariato molto rinomato per libri antichi e materiale filatelico. Noi ci siamo fermati per mangiare e riposarci. Artisti di strada ci hanno allettato con la loro musica ed i loro spettacolini. La pigrizia ci ha sopraffatto. Torniamo in albergo (mamma siamo diventati anziani) ci docciamo, piccolo riposino e poi di nuovo fuori alla ricerca di un ristorantino per la cena.

Esterofili come siamo andiamo a colpo sicuro, “Hard Rock Cafè” insomma due fissati per provare queste catene improbabili in tutto il mondo. Fine della seconda giornata.

Comincia il terzo ed ultimo giorno a Londra, oggi nel tardo pomeriggio abbiamo il volo di rientro. Ci rimane da vedere la Westmister Abbey ed il Big Ben, luoghi fin troppo conosciuti, ma noi andiamo. Westmister è una chiesa di grandiose proporzioni. Si può godere di una visione d’insime dall’entrata ovest e ammirare il lavoro del maestro Herny de Reyns. Dopo aver visitato il coro, opera neogotica di Blore, le cappelle, le tombe reali e Poet’s corner, ci si può prendere del tempo per visitare i chiostri. Poi ci rechiamo di fronte al Parlamento e celeberrimo Big Ben. Dietro alla facciata prospiciente al fiume, decorata con le statue dei reggenti, i Lord si trovano a sinistra e i Commons a destra. Se è in corso una seduta in Parlamento una bandiera sventola sulla Victoria Tower o, di notte si accende una luce sul Big Ben. Abbiamo saltato molte altre mete, ma chissà in un prossimo futuro torneremo e perché no con i bambini al seguito?